5 cose da sapere PRIMA DI CAMBIARE FORNITORE

By 16 Marzo 2018 BLOG
Se l’importo che leggi in bolletta ti sembra troppo alto, o semplicemente stai decidendo di abbandonare il mercato di tutela è giunto il momento di valutare nuovi fornitori

Se l’importo che leggi in bolletta ti sembra troppo alto, o semplicemente stai decidendo di abbandonare il mercato di tutela è giunto il momento di valutare nuovi fornitori.

Pensi sia troppo complicato? Dispendioso? Hai paura di rimanere insoddisfatto?
Leggi queste 5 cose da tenere assolutamente a mente per fare una scelta consapevole!

Conoscere contratto di fornitura

Anzitutto, bisogna saper decifrare le condizioni del proprio contratto.
Tipo di prezzo applicato. Fisso o indicizzato? E’ inoltre necessario verificare la presenza nel prezzo della materia prima di eventuali quote fisse, applicate cioè indipendentemente dai consumi, che possono determinare un aumento consistente del prezzo medio finale.

Mercato libero o tutela. Le condizioni tariffarie nel mercato di tutela sono stabilite trimestralmente dall’Autorità, mentre quelle del mercato libero variano secondo le politiche commerciali e di marketing dei vari fornitori.

Tempi di recesso e scadenze contrattuali. Attenzione, infine, a rispettare i tempi di recesso per poter perfezionare l’iter dello switch. Ad esempio, se hai un’utenza in MT, nella migliore delle ipotesi non potrai passare a un altro fornitore prima di 6 mesi dall’invio del recesso. In caso contrario, potrai incorrere in penali anche molto salate.

I clienti domestici e le utenze in bassa tensione, posso recedere invece con un preavviso di soli 20 giorni, secondo le delibere stabilite dall’autorità.

Comprendere e confrontare le offerte

Il mercato libero offre sicuramente molteplici possibilità di trovare la tariffa che più conviene e si adatta al proprio stile di consumo.
Ma orientarsi nel mare delle proposte degli operatori non è affatto semplice. Gli stessi siti dei vari compratori offrono un panorama limitato ai dei fornitori più conosciuti, trascurando spesso quelli più dinamici e più aggressivi.

Oltre alla tariffa, è necessario verificare bene le eventuali clausole accessorie, la presenza di oneri di commercializzazione/quote fisse e valorizzare eventuali servizi accessori (es. bonus fedeltà, sconti buon pagatore, ecc.) spesso utili per diminuire ulteriormente il prezzo. Pertanto, poiché le offerte di mercato libero non sono mai omogenee, diventa fondamentale effettuare una comparazione personalizzata, sulla base di una media ponderata, che includa tutte le varie componenti.

Verificare i costi accessori

Generalmente cambiare fornitore non comporta alcun costo a carico del cliente, da parte del fornitore subentrante. I costi però possono essere nascosti nelle clausole contrattuali (CGF – Condizioni Generali di Fornitura), mascherati ad esempio sotto la voce “oneri amministrativi” o “altri oneri” E’ necessario inoltre verificare bene l’eventuale l’applicazione dell’imposta di bollo pari a 14,62 euro. Attenzione inoltre all’eventuale applicazione di un deposito cauzionale, in caso in cui non si opti per un pagamento tramite addebito automatico sul conto corrente (SSD).

Essere consapevoli della continuità di fornitura

Cambiare fornitore non comporta alcuna interruzione di servizio: quindi se il timore è quello di rimanere senza luce e gas per giorni in attesa del nuovo contratto, niente paura: la continuità del servizio sarà sempre garantita, perché non ci sono modifiche sugli impianti e il contatore rimane sempre quello. Il cambio di un fornitore è un fatto meramente amministrativo, la continuità del servizio non viene mai messa in dubbio. Anche in casi limite, in cui il fornitore dovesse fallire, le regole stabilite dall’Autority prevedono che il cliente abbia sempre la garanzia di fornitura, tramite il cosiddetto regime di Salvaguardia (per l’energia elettrica) o di ultima istanza (per il gas naturale).

Seguire i passaggi dello switch

I passaggi amministrativi da un fornitore a un altro sono strettamente regolati dall’Autority, a tutela del cliente finale e di tutti gli operatori del sistema. Una volta firmato il contratto, è il nuovo fornitore che deve svolgere le pratiche necessarie a inviare il recesso al precedente fornitore e contestualmente gestire la richiesta di switch tramite il sistema informativo integrato (SII), il sistema informatico che coordina tutte le attività tra fornitori e la rete dei distributori. Quando lo switch è andato in porto, il fornitore entrante generalmente comunica, tramite una welcome letter, la decorrenza del nuovo contratto al cliente.

Talvolta può accadere che nel passaggio, il vecchio fornitore continui a fatturare consumi che non gli competono. In questi casi fa fede la lettura di switch, che viene comunicata dal distributore locale, che è il vero arbitro in casi del genere.

Cambiare è quindi semplice, a patto di essere sufficientemente informati: solo così si evitano passi falsi o errori di valutazione.