“Aumenti di 35 euro in bolletta”: la bufala corre su Whatsapp

By 12 Marzo 2018 BLOG

A febbraio, uno strano messaggio ha iniziato a diffondersi rapidamente, complice il passaparola di amici e parenti preoccupati di pagare un aumento spropositato in bolletta.

Nessuno tocchi la nostra bolletta!

Il messaggio, nello specifico, riprende un esposto di Altro Consumo e “informa” i destinatari che dal mese di aprile la bolletta dell’elettricità subirà in aumento consistente di 30/35 euro per coprire il debito generato dai” furbetti che non pagano”.

Il messaggio invita esplicitamente gli utenti a non saldare questa somma, ma solo l’importo dovuto per il regolare consumo dell’elettricità utilizzando un bollettino vuoto al posto di quello prestampato.

Come nasce la bufala

La storia è nata da un articolo del Sole 24 Ore, il quale analizzava le decisioni prese dalla giustizia amministrativa e dall’ARERA (Autorità dell’Energia) per appianare un debito di 200 milioni generato da tutti quei clienti che non hanno pagato la bolletta e da quei venditori che sono falliti a causa di questi insoluti.
Le autorità hanno deciso quindi di spalmare questo deficit fra tutti gli utenti virtuosi, causando così le polemiche che hanno portato alla diffusione della bufala.

Giunti a questo punto, è lecito domandarsi: è vero che dobbiamo pagare per chi fa il furbo? E quanto ci costerà?

Fact Checking: quanto ci costerà questo debito?

L’ARERA conferma che questo stato di morosità sarà preso in carico da tutti i consumatori; ma ha anche rassicurato che nessun aumento sarà presente nella prossima bolletta se non quello legato al consumo diretto di elettricità e che ogni ricaduta si renderà effettiva a partire dal 2019. Gli aumenti saranno graduali e con tempistiche di lungo periodo, per percentuale stimata intorno al 2%, ovvero 2/2,20 € su base annua, e non i €35 pronosticati dalla fake news.

Come si può evitare l’aumento della bolletta?

L’aumento non riguarda il prezzo della materia prima, ma una componente presente all’interno della bolletta, definita “onere”, e come tale viene decisa ed imposta dalle autorità.
Se il consumatore trova eccessivo il costo della fattura che riceve può liberamente decidere di cambiare fornitore, cercando di ottimizzare i prezzi della materia prima, che sono le uniche componenti della bolletta dove si possono rinegoziare nel mercato libero.

In tutti i casi, informarsi aiuta a scegliere consapevolmente, perché chi più sa meno spende.